lunedì 20 febbraio 2012

GRIDAS 2012 - Scampia e suoi colori

si s'appiccia o fuoco ca tinimm a rint...
s' pò appicià sol o mal ca c' stà for...

(Raffaele Bruno - Delirio Creativo)


Ci sono parole, come il nome di una festa, che per effetto di affascinanti alchimie spesso secolari sono divenute sinonimo di città che di certe ricorrenze hanno fatto un vero e proprio simbolo di livello internazionale.
Parlare di Carnevale infatti, rende praticamente impossibile non pensare alle magnificenti sfilate che ogni anno animano le strade di Rio de Janeiro ovvero, ai ricercatissimi costumi e le maschere che puntualmente affollano la laguna di Venezia.
Non da meno le strepitose fiumane di persone che nel giorno del “carnem levare” accompagnano i carri allegorici lungo le vie di Viareggio, Cento o Putignano manifestando spesso, non solo tutta la voglia di prendere parte alla festa simbolo dell’allegria per eccellenza, ma anche una dura protesta nei confronti del panorama politico dei nostri tempi.
Protesta che assume toni ancora più accesi e sottili quando si arriva in realtà molto meno blasonate. Realtà che pur non godendo della stessa ribalta mediatica riservata alle illustri località elencate, da decenni coltivano con estrema passione le stesse tradizioni, cercando anno dopo anno negli stessi festeggiamenti l’ennesima occasione per gridare al mondo la propria voglia di riscatto nei confronti di una società che per troppo tempo gli ha riservato il ruolo dei cattivi.
È il caso di Scampia (Secondigliano), popoloso quartiere alla periferia nord di Napoli che quest’anno come avviene ormai dal 1983, ha celebrato la trentesima edizione del Carnevale organizzato dal GRIDAS (Gruppo di risveglio dal sonno), associazione nata nel 1981 da un’idea di Felice Pignataro, compianto autore di alcuni tra i più bei murales che colorano ancora oggi le vie di Secondigliano e che insieme a Mirella La Magna, Franco Vicario e tanti altri cittadini di quel quartiere decisero di riunire le proprie capacità artistiche e culturali, per stimolare il risveglio delle coscienze e una partecipazione attiva alla crescita della società.
Appuntamento che ora come allora è costretto a fare i conti con la drammatica immagine che invece si ha di uno dei quartieri più grandi della capitale partenopea. Immagine fatta di camorra, di morti ammazzati, spesso innocenti, di piazze di spaccio tra le più grandi d’Europa, di una durissima realtà con cui la stragrande maggioranza della popolazione che abita in questo territorio è suo malgrado costretta a fare i conti fin dalle prime ore del mattino, quando i numerosi abitanti che escono per andare a lavoro devono muoversi nel silenzio e al riparo dagli occhi di coloro che vorrebbero imporre la legge della delinquenza a 360 gradi, fino al tramonto quando per fare ritorno alle proprie abitazioni si è costretti a chiedere il permesso alle sentinelle dello spaccio di turno.
Ma questo è solo il lato che si vuole far conoscere di Scampia, quello che permette a gran parte dei media locali e nazionali di piantare titoloni a sette colonne sulle prime pagine dei giornali o di spaventare l’ignaro spettatore al quale non arriveranno mai i colori, l’allegria e la generosità che animano e animeranno sempre il ricordo di Felice Pignataro e la voglia della gente di strapparsi di dosso un’etichetta che nessuno ha mai chiesto.


Vedi Foto GRIDAS 2012

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